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Itinerari
Il museo della cattedrale
La Sala delle Miniature
Fra i manoscritti esposti nella sala spicca un gruppo di cinque sontuosi graduali, cioè testi che
raccolgono secondo il calendario liturgico i canti della messa, le cui belle miniature furono eseguite
dal pittore senese Martino di Bartolomeo negli anni 1394-1395. Il merito della commissione fu del
vescovo Nicolao di Lazzaro Guinigi, all’epoca di fresca nomina, che impose di utilizzare per il
rinnovo dei libri liturgici l’ingente legato testamentario del mercante Simone di Nicolao Boccella. Il
vescovo Nicolao, congiunto di Paolo Guinigi ma tutt’altro che suo convinto sostenitore, ed anzi
congiurato ai suoi danni nel 1401, fu un bibliofilo di spicco nell’ambiente lucchese dell’epoca: ma
le altre sue importanti commissioni sono purtroppo andate disperse. Manomissioni e ritagli hanno
d’altronde riguardato gli stessi codici esposti [...]
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La Basilica di San Frediano e l'altare della Cappella Trenta
Questa chiesa antica e solenne, un tempo officiata dall’ordine dei Canonici Regolari Lateranensi, è
sempre stata l’edificio sacro cittadino preferito dalla nobiltà lucchese, che nel corso dei secoli fece a
gara per adornarla di altari e di opere d’arte. Gli interventi divennero particolarmente invasivi negli
ultimi decenni del Trecento, quando i fianchi esterni dell’edificio vennero gradualmente sventrati
per ricavarne cappelle.
Molti di questi ambienti, un tempo sontuosamente decorati, hanno perso nei secoli il loro assetto
originario. Ne conserva alcuni avanzi, però, la cappella Spandei, dedicata a Sant’Agnese, la prima
ad essere costruita a metà circa del fianco settentrionale della chiesa. Si tratta di un semplice
ambiente quadrangolare con volta a crociera, voluto da Enrico di Duccio Sandei, che il 30 giugno
1387 vi disponeva la sua sepoltura lasciando pure somme di denaro per la decorazione ad affresco [...]
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La Cappella di Santa Lucia
La cappella dedicata a S. Lucia, sul fianco sinistro della chiesa di San Francesco, entro il primo chiostro del
convento, è la più importante cappella gentilizia eretta nel Trecento lucchese; anche se fu eretta nel periodo
della dominazione pisana, quando una forte tassazione limitava le disponibilità finanziarie. Secondo
l’iscrizione posta sullo stipite marmoreo originario dell’ingresso, la prima pietra venne posta il 17 febbraio
1354 dal committente Francesco di Bartolomeo Guinigi (da non confondersi con Francesco di Lazzaro,
padre di Paolo), alla presenza dei frati. Entro la sua morte, avvenuta il 17 agosto 1358, la cappella era stata
approntata. In seguito, divenne possesso indiviso di tutti i membri della consorteria, con relativo diritto di
sepoltura [...]
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I palazzi dei Guinigi
All’incrocio fra le attuali via Sant’Andrea e via Guinigi si trova il fulcro del cosiddetto ‘quartiere
dei Guinigi’, come veniva pure abitualmente chiamata la contrada dei SS. Simone e Giuda abitata
dalla famiglia, che nella seconda metà del Trecento vi fece erigere due monumentali palazzi.
L’organizzazione di una città medioevale non era simile a quella odierna, ma risultava piuttosto
dall’aggregazione di numerosi nuclei: in primo luogo quelli religiosi, quelli del potere cittadino,
quelli delle singole famiglie preminenti. Un ruolo di grande spicco spettava alle consorterie, vale a
dire all’associazione unitaria di tutti i rami della famiglia, conducenti un progetto comune: per
questo motivo, le torri nobiliari risultavano possesso indivisibile dei consorti, e si erano pure presi
provvedimenti contro il loro esproprio per debiti o il loro abbattimento. Ad un complesso edilizio si
connettevano dunque valenze politiche e sociali di prim’ordine: l’esempio del quartiere dei Guinigi
lo rende ancora evidente [...]
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Sacrestia del Duomo
Il monumento funebre di Ilaria del Carretto, seconda moglie di Paolo Guinigi, signore di Lucca,
venne commissionato allo scultore Jacopo della Quercia, non molto dopo la scomparsa della donna,
avvenuta l’8 dicembre 1405, e l’esecuzione ebbe probabilmente luogo negli anni 1406-1408.
L’importanza della committenza coinvolta, la scelta della tipologia, il talento dello scultore rendono
il sepolcro un’opera eccezionale, in grado di emanare quel fascino che ha assicurato ad Ilaria una
fama pressoché imperitura, di cui certo ella non poté godere nel corso della sua breve vita [rimando
scheda]. L’aura carismatica esercitata dall’opera è quella caratteristica di ogni capolavoro: ma per
afferrarla al meglio è molto utile conoscere le vicende, le forme e gli scopi secondo i quali il
monumento venne ideato, e che vanno in parte idealmente ricostruiti [...]
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SS. Paolino e Donato
La chiesa dei SS. Paolino e Donato, costruita nella prima metà del Cinquecento, rappresenta in sostanza il tempio civico cittadino, perché la figura di San Paolino – le cui ossa sono ancora conservate nell’altar maggiore – assunse una particolare rilevanza allorché i lucchesi, rotta la dominazione pisana, riacquistarono la libertà nel 1369 grazie all’intervento dell’imperatore Carlo IV di Boemia. La chiesa conserva dunque al suo interno opere d’arte che testimoniano queste vicende [...]
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Villa Guinigi e il Museo Nazionale
La villa di Paolo Guinigi, che ospita oggi l’omonimo Museo Nazionale, ha un valore storico e artistico del
tutto speciale: non solo, infatti, è una delle rare costruzioni profane del primo Quattrocento giunta fino a noi
in ottime condizioni, ma rappresenta pure una delle più precoci e complete testimonianze rimaste di una
tipologia architettonica che avrà in seguito la sua fioritura. Nella volontà del Guinigi, la fabbrica del nuovo
edificio soddisfaceva in primo luogo le nuove esigenze di rappresentanza signorile, che tanto lo premevano:
per questo egli fu disposto a impegnare il suo patrimonio (e le finanze pubbliche) per un’impresa che è
quella di maggiore spesa e prestigio mai promossa durante trent’anni di governo [...]
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